Totti Roma TorinoI turni infrasettimanali del campionato di serie A 2015-2016 hanno sempre sparigliato le carte. Non si sottrae a questa regola il 34esimo turno, disputato da martedì a giovedì secondo la logica ormai acclarata dello spezzatino tv. Apre il Napoli con un punteggio tennistico al Bologna che permette a gente di panchina come Gabbiadini e Mertens di riscattare l’assenza di Higuain segnando rispettivamente due e tre gol e al popolo partenopeo di risollevare l’orgoglio. Il -9 della Juventus è già una sentenza e solo l’aritmetica tiene in gioco gli uomini di Sarri. Peccato per i felsinei, i quali, rinvigoriti dall’arrivo di Donadoni e capaci di risalire la china, sembra abbiano tirato i remi in barca una volta approdati in acque più o meno sicure. I bianconeri di Allegri superano quota 80 punti e puntano a farne 90. Contro la Lazio allo Juventus Stadium salgono in cattedra Pogba e Dybala, autore di una doppietta. Simone Inzaghi richiude le ali della sua aquila dopo un esordio promettente, ma contro i campioni d’Italia c’è poco da fare. Ciò che succede a Roma è storia da romanzo popolare. Dopo tre giorni a parlare del futuro di Totti, fra tapiri teleguidati e referendum social con richiesta di rinnovo, Spalletti e il capitano giallorosso fanno esplodere l’Olimpico a modo loro. Il tecnico vede capitolare la sua squadra al cospetto del Torino tutta corsa e, con una decisione che ricorda quella di Valcareggi a Messico ’70, manda in campo a meno di 5’ dal 90esimo Francesco Totti. Dopo 21 secondi il numero 10 affonda la zampata vincente sul palo più lontano, arrivando alle spalle della difesa granata e mandando in visibilio la curva sud verso cui esplode la sua gioia incontenibile. Almeno il pareggio, come a Bergamo? Niente affatto. Penalty allo scadere per la Roma e il Pupone trafigge il portiere con un rasoterra forte e preciso nell’angolo destro. Stavolta la corsa verso i tifosi è interrotta dai compagni che piombano addosso al capitano. In compenso gli spalti ondeggiano e sale l’urlo della folla. Le immagini della doppietta fanno il giro del mondo. Spalletti si affretta a spiegare che lui continuerà ad allenare e sarà felice di vedere Totti felice. Il capitano resta in silenzio, ma si concede autografi e selfie. Se questo è il calciatore, Pallotta farebbe bene a ripensarci. Perché Totti, anche in panchina, è un lusso unico. Capitano, anche non giocatore, Why not? Le due squadre posizionate in zona Europa League cadono in trasferta. L’Inter viene ridimensionata dal Genoa, che raggiunge la salvezza certa andando a occupare la parte sinistra della classifica. La Fiorentina perde a Udine, con i friulani virtualmente tranquilli. Potrebbe approfittarne il Milan, ma il ciclo di Brocchi frena al cospetto del Carpi che guadagna un punto prezioso a San Siro mentre Donnarumma evita la capitolazione e si candida per il ruolo di terzo portiere azzurro all’Europeo. Il Chievo travolge il Frosinone, mette in crisi i cociari e contende la palma di migliore delle provinciali al Sassuolo, fermato in casa dalla Sampdoria e avanti di un solo punto rispetto ai veronesi. L’Empoli ringrazia Maccarone, autore del gol che basta a superare l’ormai retrocesso Verona di Del Neri, e festeggia la permanenza in A. Il Palermo agguanta il pareggio in casa contro l’Atalanta e resta in corsa in vista dello scontro diretto con il Frosinone. L’undici di Reja rimanda l’appuntamento con la salvezza, dopo aver sfiorato la vittoria in casa con la Roma e a Palermo con i rosanero, ma la regina delle provinciali è pronta a iscriversi al campionato n. 55 della sua storia in serie A.