Paris_Dominik_SG_Vail_2015Discesa e superG maschili deludono le aspettative e non vedono protagonisti gli sciatori azzurri, Il trentunenne svizzero Patrick Kueng, che in carriera sinora aveva ottenuto due vittorie in Coppa del mondo (discesa a Wengen nel 2014 e supergigante a Beaver Creek nel 2013), si laurea campione del mondo di specialità nella gara disputata lungo le asperità della Birds of Prey di Beaver Creek. Con una gara perfetta si mette alle spalle l’americano Travis Ganong (vincitore a Santa Caterina Valfurva alla fine di dicembre) e l’altro elvetico Beat Feuz (secondo nella discesa di dicembre disputata sulla stessa pista del Colorado). Fuori dai giochi per le medaglie i grandi favoriti della vigilia, a cominciare da Hannes Reichelt (tredicesimo) e Kjetil Jansrud (quindicesimo), per continuare con Dominik Paris., che metteva in palio l’argento conquistato a Schladming 2013. Il suo ventitreesimo posto non rende certamente merito alle sue capacità in una stagione in cui sinora non aveva sbagliato nemmeno un colpo. Nessuna gloria nemmeno per Christof Innerhofer, mai in gara e ventiquattresimo, così come Matteo Marsaglia (ventottesimo) e Werner Heel (trentaduesimo).

La prova negativa segue quella in SuperG, gara vinta dal 35enne austriaco Hannes Reichelt, che dopo l’argento nella stessa specialità ottenuto a Garmisch 2011, si è migliorato in una gara ricca di colpi di scena e con numerose emozioni che hanno regalato all’ordine d’arrivo i primi cinque classificati nello spazio di appena 27 centesimi. Reichelt ha fatto valere la sua grande esperienza che gli ha consentito di tenersi alle spalle per soli 11 centesimi la sorpresa di giornata, il canadese Dustin Cook. Sceso col pettorale numero 28, il ventiseienne di Ottawa ha mostrato al traguardo tutta la sua sorpresa nel mettersi alle spalle il francese Adrien Theaux e spingere giù dal podio sia Kjetil Jansrud che Matthias Mayer. L’Italia è rimasta fuori dalle posizioni di vertice con il proprio quartetto. Dominik Paris e Matteo Marsaglia sono finiti quattordicesimi a 89 centesimi dal vincitore, mentre Christof Innerhofer è finito diciottesimo a 1″34 e Werner Heel ventiseiesimo a 1″85. Destini opposti per Bode Miller e Aksel Lund Svindal, entrambi al rientro dopo gravi infortuni. Lo statunitense è caduto procurandosi un vasto taglio all’altezza del polpaccio destro causato dalla lamina di uno sci, il norvegese ha tagliato il traguardo addirittura al sesto posto dopo poco più di 100 giorni di stop per la rottura del tendine d’achille.

(fonte: Fisi)