Fischnaller_Dominik_2013_3Non si può dire che lo sci alpino regali grandi soddisfazioni in avvio di stagione 2013-2014. Azzurri lontani dal podio e al di sotto delle loro potenzialità. Ci consola l’esaltante successo di Dominik Fischnaller nella Coppa del mondo di slittino artificiale, sulla pista olimpica di Lillehammer. Il quasi ventunenne carabiniere di Rio di Pusteria ha dominato la tappa inaugurale della Coppa del mondo conquistando con ampio merito il primo trionfo della carriera. Terzo a Koenigssee e secondo a Lake Placid nella passata stagione, Fischnaller ha realizzato il record della pista nella manche iniziale e nella seconda parte lo ha praticamente ripetuto, imprimendo il marchio della propria classe in una classifica che vede alle sue spalle i più grandi campioni della specialità. Sul podio gli fanno infatti compagnia i due supercampioni tedeschi David Moeller e Felix Loch, mentre un competitivo Armin Zoeggeler chiude al quarto posto con un distacco di 86 millesimi dal podio. Per l’Italia si tratta del successo numero 88 della storia nel singolo maschile, Fischnaller diventa il nono slittinista italiano a vincere in Coppa del mondo. Prima di lui ci sono riusciti Karl Brunner, Ernst Haspinger, Hans Joerg Raffl, Paul Hildgartner, Norbert Huber, Wilfried Huber, Reinhold Rainer e naturalmente Zoeggeler. Fratello di Hans Peter, specialista del doppio, Dominik vanta una medaglia d’oro e una di bronzo nei Mondiali under 23, un oro nei mondiali juniores e una vittoria nella classifica generale della Coppa del mondo giovani nella stagione 2010.

Tornando allo sci alpino, lo slalom femminile sulla pista Black di Levi vede trionfare la 18enne americana Mikaela Shiffrin, che conquista la quinta vittoria in carriera, sempre in slalom, davanti all’irriducibile Maria Riesch. Due volte il miglior tempo per la Shiffrin, che parte con il piede giusto e stacca di oltre un secondo la Riesch. Torna sul podio dopo la delusione di Soelden anche la slovena Tina Maze a 1″61 dalla vincitrice. Bellissima prova della diciottenne austriaca Christina Ager, partita con il pettorale numero 53 e piazzatasi al quarto posto della classifica finale grazie a due manche sempre in attacco. Ma la gara ha riservato anche altre emozioni, come la rimonta impressionante della norvegese Nina Loeseth nella seconda frazione che l’ha vista risalire dal 29/o al 7/o posto finale. Quindi i tanti inserimenti di atlete partite con un pettorale alto: Feierabend 10/a con il 45, Wirth 12/a con il 43, Wallner 16/a con il 63, per citarne alcune.

In casa Italia solo due le atlete qualificate per la seconda manche che si traducono nel 26/o posto finale di Manuela Moelgg, brava a qualificarsi nella prima con il 67 ma poi non sufficientemente efficace nella seconda, e nel 27/o di Chiara Costazza, scesa nella seconda di tre posizioni. Non si erano qualificate alla seconda Benzoni, Pardeller, Azzola e Fanchini. Sempre sulla pista Black di Levi vittoria numero 11 in slalom per Marcel Hirscher, apparso già in splendida forma e seriamente intenzionato a farla da padrone fra i rapid gates. Alle spalle di Hirscher si ripropone il 34enne Mario Matt, pur staccato di 62 centesimi e sul terzo gradino del podio sale Henrik Kristoffersen, classe ’94, al primo centro della carriera. La nuova leva norvegese scia con una naturalezza che lascia senza parole sia con il campione del mondo junior di Roccaraso, sia con Sebastian-Foss Solevaag, giunto nono pur con il pettorale numero 55. L’Italia trova la gran giornata di Patrick Thaler, quinto a metà gara e sesto alla fine con un ritardo di 1″73 dal vincitore. Thaler spinge molto anche nella seconda frazione, rischiando per cercare il risultato, commettendo qualche errore. Ciò che ha messo in pista il 35enne carabiniere altoatesino non si è ripetuto con gli altri alfieri azzurri: Stefano Gross è 16/o a 2″32 e Giuliano Razzoli è 21/o a 2″78. Manfred Moelgg esce nella seconda frazione dopo essersi piazzato al 16/o posto a metà gara. Non qualificati per la seconda manche: Cristian Deville, Roberto Nani, Riccardo Tonetti e Giordano Ronci. Ammirevole il rientro dopo 34 mesi di stop del francese Julien Lizeroux, 17° nonostante il pettorale numero 63.