HirscherTina Maze chiude la stagione di sci alpino con la vittoria nel gigante di Lenzerheide e realizza il podio numero 24 su 36 gare, record assoluto, così come è record il totale di 2414 punti con cui la slovena si aggiudica la Coppa del mondo assoluta. Alle sue spalle si piazza Tessa Worley con 35 centesimi di ritardo, mentre al terzo posto c’è Lara Gut con 1″38 di ritardo. Ottimo piazzamento per Nadia Fanchini che chiude con il miglior risultato stagionale, il sesto posto a 1″95 dalla Maze. Denise Karbon ha inforcato brutalmente una porta nella seconda manche, terminando nella neve la sua corsa, quando si trovava al quarto posto e stava provando a tornare sul podio, infortunando alla gamba destra. Era uscita nella prima frazione Irene Curtoni. La Maze vince ovviamente anche la classifica del gigante con 800 punti, davanti ad Anna Fenninger che ne ha 480 e a Viktoria Rebensburg a quota 411. La miglior azzurra rimane Irene Curtoni con il nono posto a quota 193.

A Tina Maze non va bene invece nello slalom. Mikaela Shiffrin le rovina la festa e con una seconda manche stratosferica che le fa risalire dal quarto posto fino al gradino più alto del podio e si aggiudica la coppa di specialità in Coppa del mondo che mette la ciliegina sulla torta in una stagione indimenticabile per la diciottenne americana di Vail. Il quarto trionfo stagionale dopo Are, Zagabria e Flachau le permette di scavalcare nell’appuntamento conclusivo la slovena, diventando la seconda statunitense nella storia dopo Tamara McKinney nel 1984 ad aggiudicarsi il trofeo, che va ad arricchire la bacheca di casa che ospita già l’oro conquistato nei Mondiali di Schladming.

In campo maschile Felix Neureuther mette il sigillo sull’ultima gara della stagione vincendo lo slalom di Lenzerheide davanti a Marcel Hirscher che alza al cielo sia la coppetta di specialità che la seconda Coppa del mondo consecutiva. Terzo nello slalom è l’intramontabile Ivica Kostelic che, pur condizionato da un menisco rotto, riesce ad essere competitivo per il podio. Manfred Moelgg, ancora una volta il migliore degli azzurri, è decimo a quasi due secondi e mezzo, seguito all’11/o posto da Giuliano Razzoli. 14/o Stefano Gross e Patrick Thaler 18/o, mentre Cristian Deville era già uscito nella prima manche. L’Italia maschile sale così a 3983 punti e non riesce a raggiungere il simbolico traguardo dei 4000, pur chiudendo al secondo posto nella classifica per nazioni. Marcel Hirscher conclude così nella classifica generale a 1535 punti davanti ai 1226 di Aksel Lund Svindal e ai 1022 di Ted Ligety. Il primo degli azzurri è Manfred Moelgg, settimo a 636 punti, con Christof Innerhofer decimo a 522. Impressionante il punteggio di Hirscher nella classifica di specialità: chiude a 960 punti davanti a Neureuther che ne fa 716 e terzo è Kostelic a 535. Quinto Manfred Moelgg con 335 punti. Nei quindici si piazza solo Stefano Gross, 12/o a 188 punti. Giuliano Razzoli 16/o con 162 punti, 17/o Patrick Thaler a quota 160, mentre Cristian Deville è 25/o con 81.