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Il Comitato Paralimpico italiano ha scelto il portabandiera per le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Sarà la sprinter bergamasca, Martina Caironi, a sfilare alla testa della Delegazione azzurra durante la Cerimonia di Apertura dei XV Giochi Paralimpici, in programma dal 7 al 18 settembre. “Quando il presidente Pancalli mi ha chiamata per darmi la notizia, non volevo crederci. E’ una soddisfazione incredibile, anche perché sono giovane ed avere già un attestato di stima di questa portata, è un qualcosa che non si può raccontare. E’il sogno di ogni atleta ed il mio si è avverato. Mi piace l’idea di essere il portabandiera non solo di un gruppo eccezionale di atleti, ma di una nazione intera. Non vedo l’ora, perché l’esperienza di entrare in uno stadio olimpico, l’ho già vissuta a Londra nel 2012, ma farlo da portabandiera sarà un qualcosa di meraviglioso: mamma mia, mi vengono i brividi”. Quella di Martina Caironi, non è stata una scelta facile per il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: “La scelta di Martina ci riempe d’orgoglio, perché lei incarna a meraviglia quello che è lo spirito umano ed agonistico che accompagna i nostri meravigliosi atleti. Martina è un esempio per tutti ed è anche e soprattutto per questo, che la decisione è ricaduta su di lei”. Quella di Martina Caironi è stata un’escalation formidabile, iniziata con il debutto con il “botto” a Londra, nel 2012, dove vinse l’oro, stabilendo anche il record mondiale dei 100 metri T42. Da quel momento in poi, una carriera inarrestabile sui tartan più prestigiosi al mondo, che l’hanno vista infrangere più volte il suo primato mondiale. Martina Caironi è l’unica donna, amputata ad una gamba, ad essere riuscita ad abbattere il muro dei 15 secondi sulla distanza: 14.61 siglato ai Mondiali di Doha. “Tutto questo ed altro ancora – ha spiegato lo stesso Pancalli – ci ha portato a scegliere lei come portabandiera azzurro per Rio de Janeiro. Quando prima vi ho parlato di Martina come di un esempio per tutti è perché a lei è legata una storia meravigliosa. Monica Contraffatto, prima donna dell’Esercito Italiano ad essere decorata, quando venne riportata in Italia, dopo essere stata ferita in Afghanistan nel marzo del 2012, sul suo letto di ospedale, vide le immagini del trionfo olimpico di Martina. In quel momento, ed avrebbe avuto tutte le ragioni, i suoi pensieri potevano anche essere lontani da quel trionfo ed invece trovò ulteriore forza nella vittoria di Martina ed oggi, anche lei, è un’atleta paralimpica pronta a disputare le Olimpiadi di Rio de Janeiro”.