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Nessuna delle prime tre della classe in serie A, per motivi diversi, può dirsi felice. Quando mancano cinque giornate alla fine, la Juventus fa poker al Palermo e porta a +9 il vantaggio sul Napoli fermato dall’Inter nell’anticipo del 14esimo turno del girone di ritorno. Ma i bianconeri perdono Marchisio, il quale subisce la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro dicendo addio anche agli Europei. Mentre la Roma, che sperava di avvicinare i partenopei avendo nel mirino lo scontro diretto in programma allo stadio Olimpico, salva le penne a Bergamo grazie a un gol di Totti, entrato nel finale di una partita in cui i giallorossi subiscono il ribaltamento del risultato. Proprio nello stadio orobico si consuma il nuovo stato di tensione fra il tecnico Spalletti e l’eterno capitano, mandato in campo al 33’ della ripresa al posto di De Rossi nel tentativo, riuscito, di raddrizzare un incontro che, dopo il doppio vantaggio acquisito della Roma a metà del primo tempo con Digne e Nainggolan, vede salire in cattedra Marco Borriello, autore di una doppietta dopo il primo gol atalantino firmato da D’Alessandro. L’allenatore giallorosso non accetta l’idea di Totti salvatore della patria e, dopo uno scambio di pareri divergenti negli spogliatoi, arriva davanti a microfoni e telecamere per ribadire che a raddrizzare il match ci pensa sempre e solo la squadra, che Totti ha piedi buoni per segnare come ha fatto in occasione del 3-3 o per inventare un assist vincente, ma non per questo la Roma debba aggrapparsi a lui. Sabatini, il ds in partenza, sottolinea che il gol n 245 in serie A di Totti (301 sempre e solo con la maglia della Roma) non modifica i piani stabiliti dal presidente Pallotta per il futuro del numero 10 giallorosso. Sta di fatto che, dopo il duro faccia a faccia e le dichiarazioni a distanza del tecnico, Totti sale incupito sul bus dove poco dopo si accomoda con volto sfingeo Spalletti, il quale, per la cronaca, è stato espulso prima del 90’ reo di aver protestato per un presunto fallo di rigore su Dzeko. Non è difficile pronosticare la continuazione della telenovela a Trigoria, dove peraltro tutti sono consapevoli di quanto sia delicato gestire il rapporto con un giocatore che è e resta una bandiera, ma soprattutto dimostra di rispondere positivamente quando chiamato in causa. Semmai, dovrebbe essere proprio il tecnico a smussare gli angoli anziché acuirli. Lui stesso, salomonicamente, nella serata di domenica fa pubblicare una nota in evidenza sul sito web della Roma, in cui sottolinea che, essendo stato espulso, non è rientrato nel sottopassaggio con i calciatori. “Ho atteso i giocatori nello spogliatoio e ovviamente ho avuto delle cose da dire visto che non ero contento di come è andata la partita. Smentisco nel modo più categorico che ci sia stata una lite o peggio ancora un confronto fisico con chiunque dei miei calciatori”.

La Juventus, come detto, passeggia con il Palermo e potrebbe festeggiare la conquista del quinto scudetto consecutivo già nel mese di aprile. La perdita di Marchisio è una tegola pesante anche in vista della stagione 2016-2017. Il Napoli recrimina per il primo dei due gol subiti dall’Inter, viziato da fuorigioco di Icardi, ma deve fare i conti con se stesso e la difficoltà di conservare peso in attacco anche senza Higuain. L’Inter, dal canto suo, si rimette in corsa per un posto in Champions conservando minime possibilità di rimonta. Il risveglio della Fiorentina, che contro il Sassuolo torna alla vittoria, appare tardivo e forse utile solo in chiave Europa League. Esordio vincente di Cristian Brocchi sulla panchina del Milan, che passa a Marassi con un gol di Bacca nel secondo tempo e ritrova Balotelli anche in vista della finale di Coppa Italia con la Juve, ma la Sampdoria ha molto da dire su un gol di Dodo segnato nel primo tempo e annullato per una posizione di fuorigioco risultata inesistente. Un errore di valutazione pesante, anche perché a 36 punti la Sampdoria non può ritenersi salva. E come i blucerchiati, anche Atalanta e Bologna, avanti di una lunghezza, devono risolvere la pratica sotto il profilo aritmetico. Alle spalle dei rossoneri il Sassuolo viene raggiunto dalla Lazio, grazie al doppio successo conseguito dal nuovo tecnico Simone Inzaghi. Dopo il Palermo fuori casa, tocca all’Empoli cedere il passo di biancocelesti. Il Torino, con un calcio di rigore guadagnato e trasformato dal gallo Belotti, passa a Bologna e raggiunge acque sicure. La spinta di Donadoni ai felsinei sembra esaurita. Udinese e Chievo provano a vincere ma finiscono per dividere la posta a reti bianche. E i friulani devono ancora mettersi definitivamente al sicuro. Il Carpi di rilancia e consolidata il quart’ultimo posto surclassando il Genoa, che a quota 40 non corre rischi. Il Frosinone risponde dallo stadio Bentegodi beffano il Verona nell’ultimo minuto di recupero. Resta ancorato alla penultima piazza il Palermo, a cui restano poche occasioni per risalire la china.