Pierre-Hugues HERBERT (FRA)

Per il secondo anno consecutivo il torneo challenger di Bergamo si conclude sulle note della Marsigliese. Il francese Pierre Hugues Herbert, cinque mesi dopo il trionfo allo Us Open di doppio insieme a Nicolas Mahut, si aggiudica il Trofeo Perrel-FAIP di Bergamo (42.500€, Play-It) battendo in due set il bielorusso Egor Gerasimov e avvicinandosi ai top-100 ATP, tenuto conto che il suo best ranking in singolare è stata la 92esima posizione. Nella cornice del PalaNorda esaurito in ogni ordine di posto, a conferma dell’entusiasmo che matura intorno al torneo di Bergamo, Herbert rifila un 6-3 7-6 all’avversario e coglie il terzo successo in un challenger, il primo fuori dalla Francia. La superficie piuttosto rapida ha reso gli scambi molto brevi, ma il serve and volley di Herbert ha regalato colpi di alta scuola. Il primo set è stato deciso da un break a zero nel sesto game, suggellato da un doppio fallo di Gerasimov dopo che Herbert si era procurato lo 0-40 con un missile in risposta. Nel secondo pochi sussulti, anche se il bielorusso si è portaro a due punti dal set sul 6-5 e 40-40. Ma nel momento del bisogno il servizio ha dato una mano a Herbert e gli ha consentito di acciuffare il tie-break. Un “jeu decisif” dall’andamento strano: 3-0 Herbert, 5-4 Gerasimov, infine 7-5 per il francese. Sul 5-4 Gerasimov, un servizio nettamente fuori di Herbert non è stato chiamato dal giudice di linea. Il bielorusso si è arrabbiato, si è disunito e ha devastato la racchetta dopo il matchpoint. “Questo titolo significa molto per me – ha detto Herbert, che salirà intorno al numero 110 ATP – ho iniziato bene il 2016 con l’Australian Open, ho giocato 14 match e ne ho vinti 12. Per ora la stagione è positiva, spero di continuare così”.

Sulla finale non c’è molto da dire, anche se il francese deve ringraziare la superficie, perfetta per il suo gioco. “E’ vero, era piuttosto veloce, sono contento di aver giocato con continuità il serve and volley, mi ha tolto dai problemi in varie situazioni. Non c’è dubbio che mi abbia aiutato e si adatti perfettamente al mio gioco. Nel circuito i campi sono sempre più lenti ed è complicato andare a rete, mentre qui ho potuto farlo”. Nel 2015 a Bergamo si era imposto un altro francese, quel Benoit Paire che poi avrebbe chiuso la stagione tra i top-20. Anche nel caso di Herbert sembrano esserci tutte le premesse per un’altra stagione d’oro nata da Bergamo.

“Chiudiamo con un bilancio estremamente positivo – dice Marco Fermi, direttore del torneo giunto alla undicesima edizione – abbiamo raccolto oltre 20.000 spettatori nell’arco della settimana e alcuni pienoni straordinari, compreso quello della finale. Guardiamo al futuro con grande entusiasmo e per l’anno prossimo stiamo già pensando a qualche novità. Probabilmente organizzeremo un torneo preliminare per assegnare le wild card delle qualificazioni e, su richiesta di alcuni sponsor, potremmo pensare alla creazione di un torneo ITF femminile da 10.000 dollari da giocarsi la settimana precedente”. Bergamo si conferma uno dei tornei più longevi del panorama italiano e quest’anno è stato premiato con una clamorosa visibilità su scala mondiale grazie al cliccatissimo colpo di Dustin Brown, una volèe dietro la schiena che è diventata virale e ha raccolto oltre 600.000 visualizzazioni su Youtube, oltre ad essere trasmesso da ESPN e Sky UK.