CONIUn secolo di storia che vive in un abbraccio infinito. Lo sport festeggia il compleanno secolare del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Cento anni di emozioni da riassaporare in interminabili flash back di gloria, nello sguardo appassionato dei quasi 130 campioni olimpici e paralimpici che hanno onorato l’evento e nel cuore di chi ha risposto presente perché ha fatto dello sport uno stile di vita. A fare gli onori di casa il Presidente Giovanni Malagò davanti ai massimi esponenti del Comitato Olimpico Internazionale, rappresentati da 18 membri e guidati dal Presidente Thomas Bach. Il tutto alla presenza della massima carica dello Stato, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da sempre fiero portabandiera del movimento. “Sono qui perché nel CONI si riconoscono non solo i nostri atleti e campioni, quelli di tempi recenti e meno recenti per i quali è rimasta intatta la gratitudine, ma perché il CONI appartiene a tutti gli italiani e tutti gli italiani possono riconoscersi in questa istituzione della nazione e della Repubblica”, dice con senso di orgoglio tra gli applausi dei presenti. ”

Malagò, nel suo discorso, esalta la centralità degli atleti, perché “loro sono l’oro”, rafforzando il concetto attraverso la consegna ad Alberto Tomba e a Sara Simeoni del Premio Onesti 2014, come atleti simbolo di un secolo di storia, e ricordando l’importanza della dimensione internazionale del CONI. “Bach è un amico dell’Italia e del CONI, non per questo ci deve qualcosa ma ha rispetto e considerazione frutto di credibilità conquistata nel tempo. Il futuro dell’Italia si deve collegare ai 5 cerchi. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e la bandiera olimpica sono nati entrambi nel 1914. Prendo questa coincidenza come un segno del destino che la storia può riservarci se saremo in grado di fare squadra, insieme alla città, al Governo e a lei presidente della Repubblica, che rappresenta l’unità del Paese”. Un concetto amplificato dal caloroso, applaudito discorso di Thomas Bach. “Insieme festeggiamo oggi 100 gloriosi anni di ospitalità, di passione, di eccellenza. E forse potremo ancora vedere qui a Roma un altro capitolo da scrivere nella storia Olimpica di questa formidabile organizzazione”. Un riferimento all’eventuale candidatura dell’Italia per ospitare l’edizione dei Giochi Olimpici estivi del 2024. “Sono molto felice di essere qui sotto tutti i punti di vista, mi piace sempre essere in Italia ed incontrare gli amici del CONI. L’Italia è l’unico Paese dove sono stato due volte da quando sono stato eletto. Mi congratulo con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano per il Centenario e gli rendo i miei omaggi per lo sforzo che lo sport italiano ha fatto in questi 100 anni per tutto il movimento olimpico: La storia unica del CONI è un metro di paragone per il CIO e per tanti comitati olimpici nel mondo”.

Il Centenario si chiude con una prima serata da applausi, celebrata in diretta tv dalla RAI, con uno spettacolo disegnato su misura per esaltare i campioni che hanno scritto a tinte forti la leggenda dello sport italiano, regalando prestigio al Paese, esportando l’immagine migliore dell’eccellenza italiana. Campioni olimpici e Paralimpici, circa 130 medaglie che abbracciano 100 anni di competizioni. Si sfogliano pagine indimenticabili, di intense emozioni. Su tutte quelle scritte da Eugenio Monti e dagli eroi dei 200 metri piani, Livio Berruti e Pietro Mennea. Il rosso volante del bob azzurro fu il primo a ricevere il premio De Coubertin alle olimpiadi invernali del 1964 per avere aiutato il diretto avversario a riparare un guasto meccanico che avrebbe impedito di gareggiare consegnando la vittoria all’Italia. Un gesto che costò la medaglia d’oro a Monti, il quale si rifece a Grenoble ’68 salendo sul gradino più alto del podio nel bob a 2 e nel bob a 4. E che dire della corsa di Berruti a Roma 1960 e di Mennea a Mosca 1980? Due magie assolute e indelebili, al pari di centinaia di altre imprese racchiuse sotto un’unica bandiera.