Junior Tim Cup BGLo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo ha ospitato il primo atto della Junior Tim Cup – il calcio negli Oratori’, il torneo di calcio a 7 riservato ai giovani Under 14 degli oratori delle 15 città le cui squadre militano nel campionato di Serie A. Si è trattato dell’anteprima del match Atalanta-Roma e ha contribuito ad allentare la tensione e allontanare i timori di possibili incidenti tra le opposte tifoserie, per la cui prevenzione sono stati impiegati ben 500 agenti. Ben altri i numeri e le motivazioni del calcio degli oratori. Come nella passata edizione, che ha visto impegnati 8mila ragazzi provenienti da 513 oratori, alcune partite della Junior Tim Cup verranno disputate negli stadi che ospitano le squadre della nostra Serie A e la finalissima si giocherà allo Stadio Olimpico di Roma in occasione della finale della Tim Cup 2014. L’iniziativa, promossa da Centro Sportivo Italiano, Lega Serie A e Tim, permetterà ai ragazzi di conoscere i tanti fuoriclasse che militano nel nostro campionato, che ogni settimana saranno negli oratori per raccontare le loro esperienze. Anche quest’anno il torneo sarà ‘finanziato’ attraverso un fondo nel quale confluiranno parte delle ammende comminate dal giudice sportivo ai tesserati e alle società di Serie A, denaro con cui è stato realizzato e inaugurato lo scorso 23 settembre un campetto di gioco presso l’Oratorio Don Guanella di Scampia (Na).

La Junior Tim Oratorio Cup è una manifestazione particolarmente significativa perché sancisce l’alleanza fra sport di alto livello, con squadre di calcio di Seria A, e il mondo degli oratori collegati al CSI. Anello di congiunzione una realtà commerciale, la Tim, che ha ritenuto giusto sostenere questo progetto su tutto il territorio nazionale. Appare evidente – sottolinea il CSI – che questa iniziativa va ben oltre la coreografica introduzione da parte di due squadre di calciatori in erba alla “partitona” del massimo campionato di calcio. Va ben oltre perché in realtà rappresenta una piccola-grande rivoluzione culturale, con il tentativo di recupero di valori che sembravano ormai superati, fuori moda. Ma non è un tornare indietro. Si va avanti.
Alle formazioni dell’Oratorio San Paolo Apostolo e dell’Oratorio Ordival di Valtesse, è stato attribuito l’onere e l’onore di rappresentare il calcio dal volto bello. Il volto dell’entusiasmo, della gioia esplosiva, delle abilità ancora non professionalizzate. Il volto dei bambini. Che cosa c’entra la Serie A, con tutto questo? Che cosa c’entrano Atalanta e Roma con questi valori? Forse, oggi, poco. Ma il progetto prevede proprio la contaminazione positiva fra i due mondi. Atalanta e Roma sono il sogno dei calciatori. Vi giocano i campioni veri, quelli che i ragazzini delle formazioni giovanili osservano spesso in tv o dei quali leggono le gesta sui giornali. I “modelli” ai quali si rifanno nei loro sogni di piccoli calciatori. Sono sempre modelli positivi? Tutt’altro. Spesso nulla di educativo c’è nell’atteggiamento di certi professionisti. Ma qui sta la bellezza della sfida: mettere quelli “arrivati”, quelli ormai collocati nell’Empireo della gloria, a confronto con la bellezza del gioco in sé, del gesto atletico, dell’esperienza vissuta in squadra.