Sono bastati 35’ perché la VAR entrasse in scena nel campionato di serie A, determinante per la decisione dell’arbitro di assegnare il penalty, ininfluente sul risultato dopo la mancata trasformazione dagli undici metri. E’ accaduto allo Juventus Stadium, teatro della prima partita ufficiale della stagione 2017-18 tra i bianconeri campioni d’Italia e il Cagliari. Sul risultato di 1-0, l’aggancio in area di rigore tra i piedi sinistri di Alex Sandro e dell’attaccante croato Cop è finito sotto la lenta dell’addetto alla VAR, Valeri. L’arbitro Valeri ha mimato con le mani il monitor e corso a visionare il replay dell’azione incriminata. Pochi secondi per verificare l’avvenuto contatto, tornare sui suoi passi e indicare il dischetto del rigore. Decisione accettata senza proteste. Si era sull’1-0 a favore della Juventus. Farias ha provato a spiazzare Buffon, il quale è rimasto fermo sulla linea bianca riuscendo a ribattere il pallone e mantenere inviolata la porta. L’utilizzo della Video Assistenza Arbitrale (VAR) in Serie A a partire dalla stagione 2017/2018 è stato annunciato lo scorso aprile durante la riunione del consiglio federale della Federazione Italiana Gioco Calcio dal presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) Marcello Nicchi, con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto. Nelle settimane precedenti l’avvio del campionato, il responsabile del progetto VAR Roberto Rosetti e il nuovo designatore arbitrale Nicola Rizzoli sono stati nei centri di allenamento dei club di Serie A per spiegare ai giocatori e agli staff tecnici i modi in cui verrà impiegata la tecnologia nel corso delle partite.
La VAR potrà essere usato per rivedere quattro specifici casi di gioco, stabiliti dal protocollo internazionale della FIFA valido in tutti i campionati del mondo in cui verrà adottato. Ovvero: per stabilire la regolarità di un gol; per decidere se espellere un giocatore; per decidere se assegnare un rigore; per correggere l’ammonizione o l’espulsione del giocatore sbagliato.