Si chiude con una sconfitta per 2-1 il terzo e ultimo atto della otto giorni dell’Atalanta in terra inglese, il più probante e prestigioso dei test match al King Power Stadium contro il Leicester vincitore tre stagioni fa della Premier League con alla guida Ranieri. Due gol al passivo, maturati nel secondo tempo e favoriti da concessioni difensive, dopo una prima parte di gara condotta con buona padronanza di gioco, e un lampo nel finale che serve a rendere meno amare la sconfitta. Lo schieramento atalantino è pressoché inedito con Gollini confermatissimo tra i pali, Hateboer abbassato a destra sulla linea dei difensori Djimsiti e Masiello, a centrocampo De Roon e Freuler con Castagne e Gosens esterni, Malinovskyi nella posizione più simile a quella che occupava Cristante, in attacco Ilicic e Zapata che è alla sua prima da titolare in questo  scorcio di stagione. Per tutta le metà del primo tempo la squadra di Gasperini gioca in prevalenza nella metà campo avversaria. Al 6’ è proprio il bomber colombiano, su assist di Ilicic, a impegnare il portiere inglese Schmeichel, che respinge. Dopo vari tentativi smorzati o fuori misura, si arriva al 24’ quando Gosens si vede parare il tiro. Il Leicester esce dal guscio e tenta gli affondi che gli atalantini neutralizzano. L’azione più pericolosa degli inglese al 38’ nasce da un pallone rubato dai piedi di Freuler che consente a Vardy di concludere a tu per tu con Gollini, bravo e pronto a opporsi deviando in angolo. Il primo tempo si chiude con un calcio di punizione a giro di Ilicic che non crea problemi a Schmeichel. Nell’intervallo Gasperini decide quattro sostituzioni facendo entrare Gomez per Malinovskyi, Pasalic per Freuler (rimasto leggermente contuso nel contrasto valso l’unica occasione da gol al Leicester), Muriel per Zapata e Palomino per Gosens. In virtà di questi cambi, Djimsiti va a destra, Palomino a centro difesa con Masiello confermato a sinistra; Hateboer risale a destra sulla linea di centrocampo e Castagne passa a sinistra. Gomez riprende il suo ruolo alle spalle della coppia avanzata, formata nella ripresa da Ilicic e Muriel. Al 5’ palla di Ilicic in area per Muriel che favorisce il tiro di Pasalic, ribattuto da un difensore. Al 9’ Muriel ci trova con un rasoterra dalla lunetta mandando di poco a lato. Gollini si rivela ancora decisivo al 9’ respingendo la conclusione ravvicinata di Perez, ma nulla può al quarto d’ora quando lo stesso giocatore si fa largo in area e, lasciato libero di calciare, scarica un sinistro rasoterra angolato che gonfia la rete a fìl di palo. Sulle ali dell’entusiasmo il Leicester prova ad affondare, ma l’Atalanta fa buona guardia. Dopo l’avvicendamento tra De Roon e Pessina al 17’, entrano in campo a due terzi di match Ibanez e Barrow al posto di Masiello e Ilicic. Rotazioni anche nelle file del Leicester. Al 24’ Ibanez in proiezione offensiva prova la durezza dei difensori inglesi, ma guadagna un calcio di punizione da 25 metri che Muriel prova a trasformare sbagliando la mira. Al 28’ il colombiano conclude di testa ma debolmente. Alla mezz’ora imperdonabile svarione difensivo di Palomino che, su rimessa laterale da centrocampo, si lascia scappare Vardy, pronto e lucido ad anticipare l’uscita di Gollini e piazzare il pallone nell’angolo alla sinistra del portiere. Il raddoppio del Leicester non smorza il vigore dell’Atalanta che prova a rispondere con Muriel, per due volte al tiro e con Schmeichel sempre pronto alla respinta. Il colombiano ci riprova al 34’ concludendo a lato. Dopo un gol annullato per netto fuorigioco al Leicester, Gomez calcia da fuori area con pallone sugli spalti. Al 43’ assist di Muriel per Barrow che entra in area e viene abbattuto. Calcio di rigore che Muriel trasforma regalando il gol della bandiera, utile a chiudere in attivo lo score delle tre partite affrontate oltremanica con 5 reti fatte e 4 subite. Ma più di ogni altra cosa vale quanto testato sul campo da Gasperini, al quale restano tre settimane per plasmare completamente la squadra in vista dell’esordio in campionato a Ferrara, ma che ha ricevuto utili indicazioni dall’atteggiamento visto in campo per continuare a perfezionare i meccanismi fisici e mentali necessari ad affrontare l’esordio in Champions League.