Atalanta travolta come non accadeva da molte stagioni, dominata in lungo e in largo nel primo tempo dall’Inter, praticamente in partita solo nel primo quarto d’ora, a cui fanno seguito 20 minuti da incubo con cinque gol al passivo. Un vero e proprio ko tecnico quello subito dalla squadra di Gasperini, che prima di scendere in campo allo stadio Meazza aveva visto violare la propria rete una sola volta nelle ultime cinque partite. La pesante sconfitta riporta alla mente quella subita 27 anni addietro, nel marzo 1990, dall’Inter di Trapattoni che surclassò per 7-2 la formazione di Mondonico con Stromberg capitano. Ora, come allora (l’Atalanta chiuse settima e centrò per il secondo anno consecutivo la qualificazione alla Coppa Uefa), sarebbe sbagliato ritenere che l’Atalanta esca ridimensionata dallo scontro diretto con l’Inter. La superiorità dettata dalla squadra di Pioli è frutto di una condizione straordinaria, unita a indiscutibili qualità tecniche individuali che possono fare la differenza in ogni momento, a cui fa riscontro l’incapacità di interpretare la partita con la solita determinazione e lucidità. Icardi è il vero protagonista del match, capace di finalizzare come solo un top player sa fare (da 70 anni non si segnavano tre gol in 11 minuti nel primo tempo in una partita di seria A), insieme a Banega, con cui condivide la gioia della tripletta.

Per la sfida in chiave Europa League il tecnico interista Pioli conferma la squadra autrice della manita a Cagliari, mentre Gasperini sceglie Zukanovic per lo squalificato Masiello e ripropone Kessie a centrocampo dopo il turno di stop imposto dal giudice sportivo, confermando il resto dello schieramento.

Gioco subito all’insegna di pressing e velocità. Dopo 1’ primo inserimento di Spinazzola, su passaggio in profondità di Gomez, e intervento risolutivo di Kondogbia che allontana il pericolo. Sul fronte opposto cross di Candreva a centro area dove Perisic anticipa Toloi ma buca il pallone davanti a Berisha. All’8’ l’Atalanta fa girare palla fino a liberare Gomez che dalla lunetta calcia rasoterra sfiorando il palo alla sinistra di Handanovic. La squadra di Gasperini pratica un’efficace interdizione, ma al quarto d’ora si assiste alla lunga verticalizzazione di Medel per Icardi che scatta in contropiede e viene sgambettato al limite dell’area da Toloi. Per lui solo ammonizione. Dal conseguente calcio di punizione di Banega nasce il vantaggio dell’Inter. Pallone che impatta sulla barriera e carambola tra i piedi di Icardi, lesto a mettere in rete da due passi. Al 22’, su assist di testa di Perisic, Icardi duella in area con Spinazzola e poi con Berisha che in uscita lo atterra. Calcio di rigore che lo stesso Icardi trasforma con il cucchiaio. E al 26’ l’attaccante argentino e capitano dell’Inter mette la testa su cross di Banega e insacca per la terza volta, portando alle stelle l’entusiasmo del Meazza. Poi, sull’onda dell’adrenalina, commette fallo in scivolata su Toloi prendendo l’ammonizione. Ma è solo un dato statistico, perché lo show dell’Inter continua con un’azione da manuale che Candreva illumina confezionando un assist perfetto per Banega che insacca nell’angolo alla destra di Berisha. Il copione si ripete quando l’ex Gagliardini ruba palla a Frueler lanciando in avanti Icardi, che apre per Candreva dal cui piede destro parte il pallone per l’accorrente Banega che fa doppietta. Al 42’ si accende l’orgoglio atalantino grazie a Freuler che prende palla e, dopo un paio di finte, entra in area e calcia angolato superando Handanovic. Un gol che serve al morale.

Nel secondo tempo, sopo 7’, Gagliardini, figlio di Zingonia, mette a segno il suo primo gol al Meazza, ristabilendo le cinque lunghezze di vantaggio. L’Atalanta continua a giocare a viso aperto e all’11’ un tiro a giro di Gomez costringe Handanovic a salvare in angolo. Al quarto d’ora scelta opportuna di Gasperini che decide di togliere Kessie, su cui pende la diffida, per inserire Bastoni e risparmiare Gomez facendo accumulare minuti a Mounier. E’ proprio il giovane difensore Bastoni a commettere fallo su Icardi 7-8 metri fuori dall’area. E’ il 22’ quando Banega trasforma il calcio di punizione con una facilità disarmante aggirando la barriera e piazzando il pallone nell’angolo basso alla sinistra di Berisha. Dopo la mezz’ora standing ovation per Mauro Icardi, sostituito da Palacio, e poco dopo in campo Eder al posto di Perisic. Proprio l’ex doriano arriva a tu per tu che gli nega l’ottavo gol. Si chiude una giornata da dimenticare. E quando si esce dal campo è già tempo di riprendere la marcia.

INTER-ATALANTA 7-1

Inter (4-2-3-1): Handanovic 6 D’Ambrosio 6.5 Medel 7 Miranda 6.5 Ansaldi 6.5 Gagliardini 7 Kondogbia 7.5 Candreva 7.5 Banega 8 (25’ st Joao Mario ) Perisic 7 (37’ st Eder sv) Icardi 9 (31’ st Palacio sv). A disposizione: Carrizo, Andreolli, Sainsbury, Santon, Murillo, Nagatomo, Brozovic, Biabiany, Gabigol. Allenatore: Pioli

Atalanta (3-4-1-2): Berisha 4.5 Toloi 4.5 Caldara 5 Zukanovicz 5 Conti 5 Kessie 5.5 (15’ st Bastoni 5.5) Freuler 5.5 Spinazzola 5 (24’ st D’Alessandro sv) Kurtic 5 Petagna 4.5 Gomez 5.5 (15’ st Mounier 5.5) A disposizione: Gollini, Rossi, Konko, Hateboer, Raimondi, Grassi, Cristante, Cabezas, Paloschi. Allenatore: Gasperini

Arbitro: Irrati 6. Assistenti: Di Liberatore e Carbone. Quarto uomo: Ranghetti. Addizionali: Russo e Aureliano.

Marcatori: pt 15’, 23’ (rig), 26’ Icardi, 31’ e 34’ Banega, 42’ Freuler; st 7’ Gagliardini, 22’ Banega

Ammoniti: Toloi, Berisha, Zukanovic, Icardi, Kurtic, Gagliardini

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