Il riscatto del calcio italiano nelle coppe europee passa da Bergamo, ovvero da Reggio Emilia dove l’Atalanta emigra e trova ospitalità dando una scossa al primo atto della nuova avventura continentale. La squadra di Gasperini colpisce a ripetizione e affonda la corazzata Everton di Rooney, l’ex United che ha salutato Manchester proprio vincendo la Europa League. Una partita destinata a passare alla storia per la forza, lucidità e determinazione messe in campo dalla squadra di Gasperini in un esordio che si presentava per niente facile. L’Atalanta, forte dell’incitamento da bridivi dei propri sostenitori, sfoggia la prova di maturità mettendo alle corde l’undici di Koeman. Tre gol nel primo tempo che non ammettono replica, belli per rifinitura ed esecuzione, sono il sigillo a una prestazione mirabile.

Il ritorno in Europa dell’Atalanta è accompagnato da numeri che rendono l’idea della passione dei bergamaschi. Sono 12.500 al seguito allo stadio Mapei di Reggio Emilia, teatro del match del primo turno contro l’Everton. E l’ingresso in campo delle due squadre (completo classica per l’Atalanta, grigio per gli inglesi) è accompagnato da un entusiasmo alle stelle e un carico di emozioni. Al 4-2-3-1 di Koeman, Gasperini oppone il suo 4-3-1-2 con due varianti rispetto a quanto prevedibile: Palomino centrale difensivo con Caldara in panchina, Cristante trequartista in vece di Kurtic alle spalle di Gomez e Petagna. Confermati De Roon e Freuler sulla linea di centrocampo, con Hateboer e Castagne sugli esterni, come pure Toloi e Masiello davanti a Berisha.

Atalanta parte all’attacco e produce subito un’azione pericolosa dopo 2’ con Hateboer che, in proiezione offensiva sulla linea di fondo, vince il duello con Rooney che agisce sulla fascia sinistra e mette al centro, costringendo il portiere Stekelenburg, dopo la deviazione di testa di un difensore inglese, a smanacciare il pallone oltre la traversa. Determinanti, poi, sul fronte opposto, un paio di chiusure di Toloi che impediscono alla squadra di Koeman di affacciarsi in area atalantina. Al 9’ ottimo spunto a sinistra di Castagne che si libera di un avversario ma scivola al momento di entrare in area. L’Everton si libera delle maglie strette e viene fuori al 13’ andando a tiro con Sigurdsson, respinto con i pugni da Berisha, e poi con un pallonetto di Rooney che lambisce la traversa. La squadra di Gasperini non commette l’errore di farsi asserragliare e mantiene alto il baricentro, pure nella difficoltà di impattare sulla trequarti avversario su un muero di

Al 27’ l’Atalanta passa in vantaggio sugli sviluppi di un corner con Masiello, lesto a ribattere in rete il pallone rimpallato tra Petagna e il suo marcatore Jaglelka. Trenta secondi prima lo stesso difensore atalantino si era inserito con perfetto tempismo in area vedendo il pallone, deviato in uscita da Stekelenburg, sorvolare di un palmo la traversa. Sull’onda del gol segnato, il primo in Europa dopo 27 anni, l’Atalanta continua a spingere e alla mezz’ora Petagna manca l’impatto con il pallone servitogli da Gomez.

Al 32’ tocco di controbalzo di Hateboer e pallone che saltella nell’area piccola senza che nessuno dei compagni riesca a battere a rete. Un fallo a centrocampo costa il giallo a Masiello, che al 34’ su passaggio filtrante in area di Petagna si ritrova ancora a tu per tu con Stekelenburg che lo blocca. Al 37’ è Gomez a filtrare in area da sinistra, ma il suo rasoterra è preda del portiere inglese. Il raddoppio arriva al 41’ per merito del “Papu” che, ricevuta palla sul vertice sinistro dell’area da Petagna con un cambio di fronte, si accentra e calcia a giro infilando il pallone all’incrocio dei pali sotto la curva atalantina. Un gol che ricorda quelli del migliore Del Piero. Tre minuti e terzo sigillo, stavolta con un’azione di tipo rugbystico iniziata da Petagna fino all’allungo di Cristante che irrompe in area e fredda Stekelenburg. Il primo tempo si chiude sul 3-0. Al ritorno in campo, dopo 4’, Petagna prova il sinistro angolato costringendo Stekelenburg ad allungarsi per respingere. Al 9’ ancora Petagna arriva in area inglese con una lunga falcata e, favorito dal velo di Hateboer, confeziona un assist per Gomez che calcia alto da posizione favorevole. All’11 coast to coast sulla fascia destra di Hateboer e appoggio a Freuler che di interno destro scheggia la traversa. La gara di Rooney (decisamente incolore) finisce al 21’ della ripresa, quando viene sostituito da Klaassen. Nello stesso cambio tra Schneiderlin e Ramirez, che entra per disegnare un Everton a trazione anteriore. Un’autentica ovazione accompagna l’uscita dal campo al 31’ di Masiello, autentico mattatore, avvicendato da Caldara. Una scelta intelligente di Gasperini che richiama un calciatore già ammonito. Contemporaneamente nelle file inglesi esce la punta Calvert-Lewis, sostituito da Mirallas. Al 34’ la seconda ovazione è per Petagna, a cui subentra Cornelius. Al 37’ è la volta di Cristante che fa posto a Kurtic. Al 43’ sinistro in corsa di Cornelius, parato da Stekelenburg. Poi il tempo scorre fino all’apoteosi.

ATALANTA-EVERTON 3-0

Atalanta (3-4-1-2): Berisha 7 Toloi 7.5 Palomino 7 Masiello 8 Hateboer 7 De Roon 7 Freuler 7 Castagne 6.5 Cristante 7 (37’ st Kurtic sv) Petagna 7.5 (34’ st Cornelius ) Gomez 8.5 A disposizione: Gollini, Palomino, Bastoni, Haas, Orsolini. Allenatore: Gasperini

Evertoon (4-2-3-1): Stekelenburg 6 Holgate 5 Jagielka 5 Keane 5 Baines 5 Besic 5 Schneiderlin 5.5 (21’ st Sandro Ramirez ) Rooney 5 (21’ st Klaassen ) Vlasic 5 Sigurdsson 5 Calvert-Lewis 5 (31’ st Mirallas ). A disposizione: Pickford, Martina, Williams, Gueye. Allenatore: Koeman

Arbitro: Bezbodorov 6. Assistenti: Danchenko e Gavrilin. Quarto uomo: Lunex. Addizionali: Levnikov e Fedotov

Marcatori: pt 27’ Masiello, 41’ Gomez, 44’ Cristante

Ammoniti: Masiello, Sigurdsson

Recupero: 0,3